Ho sempre avuto le mestruazioni irregolari. "È genetica!", mi dicevano. Per diversi anni, da più giovane, ho assunto contraccettivi ormonali senza pormi troppi problemi sulle conseguenze.
È quando ho iniziato a frequentare i primi cerchi di donne, nel 2015, che ho iniziato a rendermi conto di non sentire il ciclo, di non averne, di fatto, uno.
Alla fine del 2020 mi viene diagnosticato l'ovaio policistico e dato un nome, dunque, a quelle mestruazioni che arrivavano senza una ciclicità. Inizio una cura fito e omeopatica che inizia a dare i suoi frutti, cambio dieta in modo casuale ma, da subito, mi rendo conto che togliere gli zuccheri modifica e alleggerisce moltissimo i giorni del premestruo.
Ma sento che mi manca qualcosa. Qual è il significato psicosomatico dell'ovaio policistico? Cosa vuol dire? Perché io?
Trovo il sito di Paola e mi sento vista. Scrivo a Paola una mail, ma sarebbe meglio dire una lettera, e da lì inizia il mio percorso dentro di me, passando e attraversando le mie ovaie poli, il mio albero genealogico, attraverso lacrime, abbracci virtuali, luce che illumina il buio.
Mi sono sentita vista, sostenuta, compresa e stimolata dal punto di vista fisico e alimentare, emotivo, cognitivo ed esoterico. Paola ha capito che avevo bisogno di passare dal corpo per sorvolare una mente sempre molto pensante e mi ha fornito strumenti differenti per occuparmi di me.
Il viaggio prosegue sapendo, sempre più, che il benessere psico fisico è tale solo se la cura è integrata tra mente, corpo, storia, cuore, animo.